sabato 26 febbraio 2022

Giovanna Guardiani, scrittrice dalla prosa di forte valenza psicologica ed emozionale.


Giovanna Guardiani è un’insegnante nata a Sanremo ma abruzzese di famiglia; vive a Pescara da molti anni. Ama leggere e i libri che predilige sono quelli riguardanti pedagogia, psicologia e spiritualità e da alcuni anni si è particolarmente avvicinata al mondo orientale. La scrittura per la Giovanna è un piacere e una professione, requisiti cui risponde con la delicatezza del suo tratto e la cura per la forma e il contenuto.




Il libro che ha segnato il suo esordio, la sua opera prima è: “Un dono per te e per me”, un viaggio fra i ricordi dall'infanzia all'età adulta, intrapreso con entusiasmo nei confronti della vita; un dono meraviglioso ricevuto e da trasmettere. L’autrice descrive la sua esistenza di bimba d'altri tempi, rimedi, segreti che si usavano una volta ,ormai scomparsi e le riflessioni, recriminazioni ed accuse al mondo d'oggi. 










Nell’ottobre 2013 pubblica il suo secondo libro di forte impatto emozionale: “Tachea in cui la protagonista, una simpatica settantacinquenne, donna ormai affrancata da tutto ciò che la società attuale impone, si sente finalmente libera di vivere secondo i suoi ritmi, di esprimere quello che pensa e attraverso la danza dei silenzi e delle parole, di evidenziare la presenza dell’amore intorno a lei.




“COME SALVARSI LA VITA”  (ed. Nulla Die): 

“Come salvarsi la vita”: l’opera terza della scrittrice Giovanna Guardiani:  presentato al Rosadonna nel  2014, è una storia  intensa e profonda  nella  quale la protagonista,  Sofì, dialoga con se stessa e con gli  altri cercando risposte a quei problemi della vita quotidiana di fronte ai quali si  è spesso come nudi, con il rischio di venirne  soffocati.  Una sorta di  viaggio tra ricordi che coinvolgono e arricchiscono l’anima, esperienze dolorose e la via d’uscita:  la “Bellezza” dell’arte  che  allieta  e solleva  ogni essere umano che  scoprirà la grande  potenzialità  del  vivere che nonostante tutto   è meraviglioso   un dono per tutti.
L’autrice affronta il tema dell’abbandono e della terribile spirale che ti avvolge come un tunnel e non ti lascia più il respiro, ti distrugge emotivamente portandoti alla soglia della disperazione. Dopo il terribile  impatto iniziale un pensiero viene a salvarla: “Come mi salvo?  Come salvo la mia vita?”
L’interrogativo martella i suoi giorni, le sue ore, la sua vita. Un pozzo nero allo stomaco la fa scivolare sempre più giù. Continua tuttavia a percorrere il suo cammino quotidiano: l’amicizia, l’impatto provvidenziale con il suo computer: Mimì, il lavoro di insegnante che cura come cura i bimbi che non lascia a scuola ma porta con sé nel suo cuore soprattutto quelli più difficili quelli sprovveduti che hanno bisogno che si indichi loro la via da percorrere.
La narrazione, accurata ma diretta, si dipana attraverso una sorta di  monologo interiore che abbraccia la realtà  nascosta di Sofì  senza mai separarla dal suo vissuto personale e affronta anche temi umani e sociali di grande rilevanza, il potere, la natura, il pensiero. L’autrice infine risponde per sé all’interrogativo che è guida dell’intero romanzo, una risposta di coraggio a non arrendersi e perdersi. Ci si può salvare la vita? Certo che sì, “se si vuole vivere e non sopravvivere soltanto” come Oscar Wilde affermava.



Recensione a cura di Elisabetta Mancinelli

e-mail: mancinellielisabetta@gmail.com

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